Il 2017 è stato un anno d’oro per Nintendo, con due capolavori da “97” su Metacritic: The Legend of Zelda: Breath of the Wild e Super Mario Odyssey. Entrambi acclamati, ma con destini successivi diversi. Mentre Breath of the Wild ha continuato la sua ascesa, diventando per molti il “miglior gioco del decennio”, Super Mario Odyssey, pur essendo un successo commerciale e di critica, non ha avuto lo stesso impatto sulla percezione dell’industria.
L’Open World Regna Incontrastato
Per anni, il genere dominante nel gaming è stato il platform 2D, con Super Mario al suo apice. Oggi, la musica è cambiata: l’open world è il re. Se guardiamo le classifiche dei migliori giochi dell’ultimo decennio, titoli come Breath of the Wild, The Witcher 3, Skyrim, GTA V e Red Dead Redemption 2 dominano, dimostrando la chiara predilezione del pubblico per mondi vasti e interconnessi.
Super Mario, nonostante abbia continuato a sfornare eccellenze come Super Mario Galaxy e Super Mario Odyssey, ha perso il suo ruolo di “plasmatore” del mercato. È rimasto il sovrano indiscusso del platform 3D, un genere che, pur florido, non ha più lo stesso prestigio o impatto universale che aveva un tempo. Un platform 3D, per quanto eccellente, fatica a raggiungere il titolo di “Gioco dell’Anno”, un premio ormai quasi monopolizzato dai giganti open world.
Bowser’s Fury e Mario Kart World: Gli Indizi di un Futuro Aperto
Nintendo e in particolare EPD Tokyo, il team dietro Mario, sembrano aver colto il messaggio. Se l’obiettivo è riportare Super Mario al centro della scena, la strada dell’open world appare l’unica percorribile. Esperimenti come Bowser’s Fury, una piccola ma riuscitissima incursione nell’open world, e il recente Mario Kart World, che ci ha mostrato la bellezza e la vastità di un Regno dei Funghi esplorabile liberamente, sono chiari segnali.
Immaginate un open world nel mondo di Super Mario: colline tondeggianti, tubi che portano a nuove aree, fiori trampolino, liane incantate, mandrie di Yoshi selvaggi. Sarebbe un’esperienza unica, un “sogno interattivo” che, a differenza degli open world realistici dominanti oggi, abbraccerebbe il fantastico e il surreale che da sempre contraddistinguono l’idraulico baffuto. Un mondo cartoon e senza vincoli di realismo, con un potenziale ludico e commerciale immenso.
Donkey Kong Bananza: Un Nuovo Indizio sul Futuro di Mario
L’uscita di Donkey Kong Bananza, un acclamato platform 3D in stile classico ma con contaminazioni moderne, offre ulteriori spunti di riflessione. Sviluppato da EPD Tokyo, lo stesso team di Super Mario Odyssey, Bananza vede figure chiave come il game director di Odyssey, Kenta Motokura, nel ruolo di producer. Questa notevole sovrapposizione di staff suggerisce una continuità, ma anche una possibile divisione interna.
Indiscrezioni da fonti affidabili indicano l’esistenza di due team distinti all’interno di EPD Tokyo: il “Team Banana” (dietro Donkey Kong Bananza) e il “Team Fungo” (al lavoro sul prossimo Super Mario 3D). L’assenza di figure cruciali di Odyssey dai crediti di Bananza, in particolare l’uomo che da sempre è la stella polare della divisione di Tokyo, Yoshiaki Koizumi, suggerisce che il nuovo Super Mario sia già in lavorazione da tempo.
Quindi, non aspettiamoci il prossimo Super Mario 3D per il 2025, ma nemmeno per il 2029. La direzione è chiara: dopo Bananza, il prossimo Super Mario dovrà elevarsi ancora, probabilmente abbracciando quell’open world che potrebbe riportarlo al vertice dell’innovazione e del prestigio nell’industria dei videogiochi.
Cosa ne pensate di un Super Mario completamente open world? Siete pronti a esplorare un Regno dei Funghi senza confini?
